perchè il blog....

Avrei potuto accompagnare questo Blog con una citazione d'effetto sul viaggio di quelle che conoscete...da Calvino a Steinbeck, da Sant'Agostino a Isabelle Eberhardt, da J. Kerouac a Proust.... ma questo è il nostro viaggio...il viaggio di due come voi... come siamo in tanti al mondo...con tanta curiosità e con tanta voglia di vivere oggi quello che abbiamo sognato ieri....

non c'è niente di speciale o diverso in quello che facciamo, niente di diverso da quello che migliaia di persone in tutto il mondo fanno tutti i giorni e che hanno fatto da sempre..... viaggiare...

viaggiare per cercare un nuovo mondo e un nuovo modo di vivere, per un nuovo lavoro o per risolvere uno vecchio, per raggiungere una persona cara, per rilassarsi, per divertimento, per obbligo, per necessità....quanti modi di viaggiare ci sono ....e se ci pensate bene tutte i giorni anche voi viaggiate...non fosse altro per andare dal letto al bagno :-) ...

bhe...l'unica cosa è che questa volta ci siamo presi un periodo un pò più lungo lontano da casa, affetti, lavoro, abitudini, certezze...e non ci dispiacerebbe condividere con voi questa esperienza...se vi va seguiteci....noi faremo di tutto per rendere questo viaggio interessante e divertente....ma se non ci riusciremo quello che sarà scritto farà comunque parte dei nostri ricordi...

si parte...un saluto dai due SPAGHETTI CON RUEDAS....

venerdì 12 febbraio 2010

levataccia...e relax..

11 gennaio, 5.30 suona la sveglia mi giro e Jose ha li stessi occhi spalancati che ho io...ok vestiamoci...prendiamo la macchina e via alla volta di Pearl Harbour...presto ci accorgiamo che la vita in ques'isola inizia presto già a quest'ora l'autostrada è piena di macchine...ma fortunatamente nessuno in direzione base militare (in fondo quanti scemi esistono su quest'isola che si dimenticano lo zaino nel guardaroba di un sito militare ?!?!? bhe a voi la risposta...) ...arriviamo è ancora buio i cancelli sono chiusi...Jose (la cui fame mattutina è un impellente necessità:...) propone di andare a fare colazione ma io no... pelustro tutto il perimetro alla ricerca di un qualche segnale umano....vedo una torcia un ometto esce da una porticina...Help me hel me!!! ...inizia il racconto del "straziante" accadimento ...i need my passport.... il signore "impietosito" mi apre il cancello e mi porta ad un ufficetto dove una gentile vecchia signora mi accoglia con un "what i can do for you????" ....terminato il racconto , compare da sotto la scrivania il mio zaino...Alleluya!! Alleluya!!! ecco lo hanno lascito qui i militari ieri sera...sono 3 dollari per il pernottamento notturno....caspita gli avrei dato anche 100 dollari, la casa, la macchina....finalmente mi rilasso...e ci concediamo una colazione abbondante ....pericolo scampato...

partiamo quindi in direzione Kailua (dove avevamo appuntamento con i ragazzi dell'Alaska.)...prima però passiamo per il cratere "Daimond creek" che in realtà non è altro che una valle verde circondata da montagne se non fosse che per entrarvi l'unico passaggio è una galleria scavata nella roccia ...arrivati pensiamo ma come facciamo a rintracciarli, loro dovevano lasciarci un messaggio sul cellulare ma niente...bhe peccato ci terremo in contatto via mail...appena parcheggiato ci accorgiamo del perchè questa spiaggia è così rinomata, una spiaggia lunghissima con un mare splendido ...ma visto l'ora ci concediamo un breve spuntino al ristorante che sta vicino all'entrata della spiaggia e che è molto famoso "Buzz's" (infatti alle pareti ci sono varie faoto di presidenti e personaggi famosi...) ma soprattutto dove si mangia veramente bene.... 

due passi sulla spiaggia per smaltire e in lontananza mentre faccio uno zoom con la macchina fotografica...mi accorgo che sono loro...Josh e Tatiana....che bella coincidenza...passeremo tutto il pomeriggio chiaccherando in span-english.... fino a che... calata la sera... torniamo ai nostri alberghi esattamente in direzione opposta l'uno dall'altro...ma ci rivedremo domani per un ultima cena tutti insieme a Waikiki....noi magiata una pizza californiana (almeno non ha un improbabile nome italiano!!!) corriamo a nanna...

sabato 16 gennaio 2010

saturday market....

16 gennaio, oggi è sabato, secondo le note di Desmond nel molo nord della città (zona Market Place) il sabato c'è un interessante mercato artigianale e di verdura e cibo organico che vale la pena visitare anche per l'atmosfera un pò hippy che lo circonda...così facciamo ci mettiamo in macchina e andiamo verso il mercato, appena scesi ci accorgiamo che effettivamente l'atmosfera è veramente gradevole, musicisti e show man di strada, bancarelle piene di frutta e verdura invitante...ascoltiamo un pò di musica e compriamo qualcosa per farci una ricca insalta la notte ma soprattutto giriamo incuriositi dalla gente e dai suoni fino quando inizia a peggiorare il tempo...aria di pioggia sarà meglio tornare a casa...

arrivati a casa ci godiamo un pò di saturday afternoon all'americana... Jose al computer e io inganciata alla tv a vedere la partita dei playoff di football americano San Diego Saint vs ....... (qui sono veramente maniaci degli sport ...e le giornate del sabato e le domeniche la maggioranza degli uomoni americani sono attaccati alla tv o in qualche sport bar a vedere le partite ...) bhe io non mancherò la tradizione.. "ma che cavolo di passaggio fai!!!"... ma non hai visto il quaterback..." .." auuu meta!!!" ...Jose mi guarda allibito ... e i gatti sono scomparsi...

alla sera mentre ci mangiamo la nostra mega insalata ci accorgiamo della fortuna di poter stare in una casa così accogliente...vera vita americana...

venerdì 15 gennaio 2010

affascinante San Francisco....

15 gennaio, oggi ce la prendiamo comoda...ci si alza tardi, e chi non avrebbe goduto di una casa così accogliente...e poi la giornata è nuvolosa e la casa tanto calda...però verso sera decidiamo di andare a fare un giro in centro...

quando arrivo in centro, inizio a prendermi una crisi di ansia da traffico e da sali-scendi, e ben nota la conformazione delle strade di San Francisco, ma c'è una bella differenza tra conoscerla e guidare...aiuto!!! inizia con il respiro nervoso, tutti suonano il clacson...basta!!! mi fermo e scendo ..."per favore Jose guida tu"...lui sembra fatto per guidare in queste condizioni, con la sua calma serafica, tuuto sembra non toccarlo...riesce perfino a parcheggiare la macchina in retromarcia in una strada con il 20 % di pendenza, io lo guardo ammirata mentre la mia respirazione torna a ritmi normali...

il centro di San Francisco (market street scendendo verso bishop street..) è animato, pieno di negozi e gente...e soprattutto qui si può ammirare il famoso Tram di legno con il suo tipo scampnellio... (ma non provate a prenderlo al volo rischiate il linciaggio...ovviamente noi ci abbiamo provato!!!)...mentre passeggiamo incontro il negozio della North Face....corriamo il mio cappello i mie guanti...finalmente riacquistati i miei preziosi compagni di viaggio saltello felice per la strada mentre ad un angolo della strada escono le note di una melodia Jazz da un saxofono suonato magistralmente da un giovane afroamericano....che meraviglia questa città... camminando arrivaimo al capolinea del Tram e subito ci mettiamo in fila per salire (il tram porta dalla fine di Bishop street fino a Fishermans Wharfs l'antico quartiere di pescatori oggi convertito in uno dei quartieri più turistici ed animati di ristoranti della città...), peccato che subito scopriamo che la corsa non è molto economica 5 dollari a testa per ogni volta che si prende (ovviamente ci sono in vendita dei ticket a punti che consiglio vivamente di prendere in caso si voglia fare più giri...) ma nonostante il prezzo, il bigliettaio scurbutico, l'esperienza vale proprio la pena...soprattutto quando la strada passa da una salita vertiginosa ad una discesa mozzafiato fino al mare....

scesi al molo ci facciamo un breve giro fra i vari ristoranti tutti dai nomi vagamente italiani, e dopo aver superato una serie di imbonitori che cercano di accaparrarci per farci entrare...decidiamo di entrare in un bar pieno di gente il "Buena Vista"...e scopriamo che questo bar ha una storia legata al suo proprietario che ha una ricetta segreta per fare uno degli Irish coffe più buoni degli Stati Uniti... stiamo un oretta incantati ad ammirare la maestria dei camerieri nel preparare la famosa bevanda  poi torniamo verso casa.... solita cenetta (io Jose e i gatti...) a casa e poi tutti a nanna (gatti compresi...)    

giovedì 14 gennaio 2010

live in America....

14 gennaio, ci svegliano i rumori dei bambini che giocano e un profumino di uova strapazzate e patate orrostite, saliamo di corso perchè alle 11 il taxi ci aspetta per portarci all'aeroporto (noi dobbiamo prendere la macchina a noleggio...) ci guardiamo intorno e ci sembra di essere catapultati un telefilm americano con tanto di gatti (il rosso e il grigio il buono e il cattivo...) ci sediamo tutti a tavola e subito ci sentiamo a casa, i bimbi ridacchiano con Jose (che effetto magico che ha sui piccoli ...) e io chiacchero con Roxy e Desmond sulla loro vita e com'è vivere a San Francisco, scopro che loro hanno viaggiato molto e sono innamorati dell'Italia, bhe è reciproco perchè, anche se ho visto poco, questa città mi piace già molto... mentre lavo i piatti  (scopro una spazzolina nella quale si infila il detergente e con un pulsantino scivola sui piatti che mi fa impazzire), la family si prepara per il loro viaggio...ma i bimbi non vogliono smettere di giocare con Jose...alla fine dopo richiami, sali e scendi dalle scale ...siamo tutti pronti il taxi ci aspetti un mini van stile americano...tutti a bordo si parte (i gatti rimangono a casa sarà nostra premura trattarli bene...)

arrivati all'aeroporto ci salutiamo con rammarico, ci sarebbe tanto piaciuto conoscerci per più tempo, una famiglia così amabile e simpatica...spero però sarà per un'altra volta magari in Europa...noi andiamo a prendere l'auto prenotata e veniamo per la prima volta a conoscenza con la pratica più apprezzata dal gruppo spaghetti con ruedas durante tutta la nostra istanza in california e cioè il "free upgrade" ...

ci chiedono , visto l'indisponibilità della nostra auto (super economica), se a noi può andar bene una jeep Patriot 4 x 4, io guardo jose e in un nanosecondo... ovviamente certo che sì ...  disbrigate le pratiche e controllato il conto (più salato del previsto, bisogna prestare attenzione con le tasse e varie assicurazioni negli stati uniti, possono far lievitare il prezzo a più del doppio) andiamo a prendere possesso della nostra jeep verde e con mio immenso disappunto mi rendo conto che le dimensioni americane sono veramente sproporzionate...io (altezza di 176 cm!!!) arrivo appena a vedere appena fuori dal finestrino...caspita!!!!

partiamo subito, e visto che c'è una bella giornata di sole ci concediamo una passeggiata al parco vicino casa di Desmond e Roxy (Golden Park) dove si trovano molti musei e l'instituto di scienze naturali e dove c'è un piccolo lago con barchette (che probabilmente la domenica saranno prese d'assalto dagli innamorati), qualche persona che fa jogging, qualche persona che porta a passeggio il cane... insomma una piccola oasi in città (anche se a dire il vero San Francisco non ha assolutamente l'aspetto di una città caoutica ma piuttosto di un grande paesino con i suoi tanti differenti quartieri).

lasciamo il parco per dirigerci verso una delle più conosciute attrazioni turistiche di S.F. il Golden Gate Bridge... arriviamo verso la fine del pomeriggio, non c'è tanta gente e ci divertiamo a fare foto guardanado all'orizzonte il sole che scende... poi lo attreversiamo e la sensazione è ancora più bella...ci accorgiamo che San Francisco è in un arcipelago di isole e penisole unite da ponti e passaggi che creano un insieme veramente suggestivo....

la sera mentre torniamo verso casa, ci ricordiamo di iuna delle tante "preziosissime" raccomandazioni di Desmond e cioè che la sera del giocedì dera nell'istituto di scienze naturali c'è un open space il che vuol dire che pagando 12 dollari puoi accedere al l'istituto alle sue varie zone tematiche (la biosfera, l'aquario, il planetario e la galleria zoologica) e a tutti gli eventi e manifestazioni organizzate per la serata (rappresentazioni teatrali, concerti di musica pop o lirica, work-shop ecc..) il tutto accompagnato da un cocktail che puoi consumare in uno dei tanti open bar dislocati nei vari piani dell'istituto...un'autentica meraviglia che è molto in voga fra i giovani di San Francisco...alla fine dopo quasi tre ore, un pò affammati ci dirigiamo verso casa, e cucinata una buona pasta italiana nella cucina super spaziale, andiamo a letto e ci sentiamo piccoli piccoli a cospetto di questa grande casa....  

mercoledì 13 gennaio 2010

check-in check-out with taxi driver....

13 gennaio, sveglia all'alba mezzi assonnati scendiamo per aspettare il bus che ci porterà all'albergo (con la modica cifra di 15 dollari a testa c'eravamo già assicurati un viaggio andata e ritorno dall'aeroporto all'arrivo ad Honolulu), il bus arriva puntuale...quando arriviamo all'aeroporto ci si presenta davanti agli occhi qualcosa che non avevamo visto all'arrivo...l'area partenze è un autentico caos...immaginatevi una sala completamente aperta, stile anni 70 con enormi pale di legno per fare un pò di aria, circondato da palme e nel mezzo banchi del ceck-in sparsi in forma caotica...dove tu devi farti il ceck-in da solo, poi portare direttamente la valigia alla sezione imbarco il tutto rigorosamente a caso... superato l'ostacolo imbarco...ci rimane un pò di tempo per prenderci un  caffè (troviamo solo uno starbucks con due tavoli ...) e di corsa all'imbarco come al solito all'ultimo momento...

in viaggio facciamo la conoscenza con un portoricano che vive a Seattle e ci racconta della vita tranquilla delle Hawaii e dello splendido clima, e della piovosa Seattle ma con primavere splendide ed estati tiepide e della propensione degli abitanti di seattle alla vita in barca (qualcosa già conosciuto tramite i film americani...) purtroppo però questa volta non ci darà tempo di vivere questa citta (tantomeno la vorrei vivere in un inverno freddo e piovoso...)...dopo qualche ora di scalo (l'aereo per san francisco è in ritardo...) finalmente prendiamo il volo ma siamo in notevole ritardo sulla tabella di marcia... a San Francisco ci aspettano Desmond e Roxy (due amici di Kim l'amica londinese di Jose che vive a Barcellona) ...tramite un carteggio elettronico avevamo concordato di vederci il 13 loro il giorno dopo sarebbero partiti per una breve vacanza a Vancouver e ci avrebbero lasciato la casa per un tempo...

arriviamo a San Francisco alle dieci di sera... purtroppo io avevo la prenotazione dell'auto per il giorno dopo, andiamo di corsa all'autonoleggio proviamo ad anticipare il pick-up dell'auto ma purtroppo per quella sera tutte le auto sono accupate ...ormai sfacciata ora di mezzanotte prendiamo un taxi (santo Desmond che ci ha aspettato fino a quell'ora!!!) saliamo sul taxi ... subito ci accorgiamo che il tasxista parla un inglese peggio del nostro (perfetto ed ora chi gli spiega dove dobbiamo andare?!?!?!?) in mezzo English-chino proviamo a farci capire ma niente ...tira fuori dalla tasca un i-phone di ultima generazione e mi dice se posso comporre il numero per chiamare Desmond così lui gli può spiegare dove abita e dove ci deve portare ...fatto...sento che Desmond fa un pò di fatica nel spiegarsi ma alla fine ...sembra che abbia capito... (per fortuna...credo che Desmond ci abbia mandato a quel paese...come minimo!!!!) ...il taxista parte in quarta ma non lo vediamo tanto convinto....aggieggia all'interno del baule del cruscotto e tira fuori un navigartore Garmin ultimo modello ...e mentre conduce ad oltre 70 miglia/h si gira e mi chiede se lo so usare e se lo posso impostare (ma che cavolo tiene tutti questi super aggeggi tecnologici se poi non li sa usare...e poi in che lingua glielo spiego...uauuu!??) ...bhe impostata la direzione ma ovviamente a questa velocità il satellite non capta la posizione...ed ora interviene Jose deciso...e in un Inglese scolastico (così ci si capisce tutti!!!) gli dice che deve fermarsi se no il navigatore non prende il segnale ...stop..stop..stop...do you undestand?!?!?! bhe il navigatore emette un suono ok!!!! ce l'abbiamo fatta!!! finalmente dopo quasi un 'ora arriviamo alla casa di Desmond e Roxy una splendida villetta in stile Vittoriano in un quartiere resindenziale di San Francisco ...Desmond alla porta ci aspetta ... ti prego pedonaci!!!! sorry...so sorry... lui ci offre un the caldo e ci mostra la casa che sarà il nostro nido per qualche giorno e rimaniamo già a bocca aperta ...immaginatevi un telefilm americano, una casa tipica americana, con gatti inclusi, frigorifero a doppia apertura e 180 mq di Home suite Home ... dopo tutto il viaggio in California direi inizia alla grande....

Office Lost and Found Hawaii …

Si ufficializza che il gruppo vacanze spaghetti con ruedas ha lasciato sul territorio hawaiano i seguenti oggetti:

un paio di calzoni verde militare, per la precisione i miei preferiti, per fortuna che non sono eccessivamente attaccata agli oggetti altrimenti quando ho scoperto che mi ero seduta sopra una pozza di benzina e che i pantaloni erano irrimediabilmente persi sarebbe stata una tragedia, invece abbiamo dato un ultimo saluto di cordoglio e poi abbiamo proseguito, d'altronde c'erano problemi ben più gravi da risolvere (leggi pc repair...)

Si ufficializza inoltre che il gruppo vacanze spaghetti con ruedas ha tentato di lasciare (lost) sul territorio hawaiano (più precisamente nell'area militare ad alto rischio distruzione!!!) il solito zaino di cui alla foto allegata … ma che alla fine è stato ritrovato (found) intatto per la gioia di tutti!!!!

si ufficializza inoltre che il buon vecchio pc, oltre ad aver resistito all'attacco terroristico di Jose è sopravvissuto anche ad un volo di circa un metro, quando, appoggiato nello zaino e lasciato innavertitamente lo stesso zaino aperto, nel raccogliere lo stesso zaino dalla macchina il pc rosa è volato fuori (per chi dei miei amici ha assistito alla scena dei cedri alla stazione marittima di Napoli potrà rendersi conto meglio dell'accaduto...) e dopo essere rimbalzato due volte al suolo (mia ennesima faccia di panico) si è riacceso senza problemi.. (dopo tutto ciò penso che un feedback positivo alla samsung spetti di diritto!!!)
 

Verità e falsi miti da sfatare sulle Hawaii e sugli Hawaiani….

Prima di tutto confermo che hawaii è un paese dove molti vorrebero vivere, con un clima meraviglioso, con una natura prepotente e magnifica, anche se abbiamo visitato l'isola più turistica che è Oahu già pensando alla natura che c'è qui ti immagini la meraviglia delle altre isole ancora più selvaggie... è vero che è un isola piena di verde ma è anche vero che Oahu è un isola molto costruita, non è vero che ti mettono collane di fiori appena arrivi all'aeroporto (bhe forse se compri qualche pacchetto all inclusive può anche essere...) non pensate di arrivare in un isola dimenticata nel mondo qui sono forti i segnali della civilizzazione soprattutto inequivocabilmente americana ma a parte tutto rimane di una bellezza ammagliante...bhe alla sera vanno a letto presto i negozi alle dieci già stanno chiudendo e forse dopo tale ora non è proprio il massimo stare a zonzo, visto la quantità di ubriachi e gente senza fissa dimora, ma niente di veramente preoccupante solo due faccie di una stessa moneta...una Waikiki piena di lustrini di giorno e un pò oscura di notte

Gli Hawaiani sono persone veramente deliziose, gentili e molto disponibili, tendenzialmente tendono ad ingrassare e quindi sono abbastanza grandi e grossi...ormai non si pùò dire che esista una cultura veramente hawaiana, sono totalmente americani ma con un pizzico di originalità e stile di vita più rilassato, come è normale in un isola che sta tanto lontana da tutto.... per quanto riguarda la fauna non locale (leggi turisti, surfisti, ecc..) c'è di tutto ma soprattutto meritano una nota d'eccezzione i fisici scultorei dei surfisti...e la gentilezza dei turisti dell'Alaska...per il resto un mondo di gente ma stavolta pochi Italaiani.....

Delle Hawai mi mancherà il clima,  i sorrisi della gente, gli splendidi tramonti, le spiaggie tranquille, la sensazione di stare lontano da tutto il mondo ma con quasi tutto a portata di mano, la voglia di conoscere le altre splendide isole... ma soprattutto...i ragazzoni bellocci

martedì 12 gennaio 2010

last day inb Honolulu....

12 gennaio, oggi bisogna riconsegnare la macchina quindi partiamo alla volta dell'aeroporto, ma come il solito...fra traffico,  i nostri templi biblici e mille altre dissaventure arriviamo all'ufficio per la consegna 10 minuti dopo l'orario previsto...io inizio a fare gli occhi da cagnolino bastonato ...i'm so sorry but...e mille scuse...ok scopo raggiunto non ci faranno pagare un giorno in più... decidiamo di tornare verso Honolulu e visitare il centro che in realtà in tutti questi giorni non abbiamo visto, si perchè waikiki è solo una parte di Honolulu quella turistica, il centro è la parte commerciale e finanziaria, dove sta il solito quartiere di chinatown (quello non manca mai in qualsiasi paese) e dove sta la famosa Hawaii Tower ( che non è altro che l'ingresso al porto dove attraccano tutte le navi da crociera e che è diventato niente di più di un centro commerciale per turisti.... il centro della città realmente è carino ma niente di particolare da ricordare se non lo splendido cielo azzurro che ci accompagna oggi...torniamo verso waikiki, per l'ultima notte abbiamo cambiato albergo l'Ocean View resort ( a dire il vero preferivo di gran lunga il Sky Court...) ma va bene ci accontentiamo due queen bed una doccia calda (cosa vuoi di più?)...pronti per l'ultimo giorno di spiaggia...guardiamo l'orologio sono le quattro e mezza...bhe proprio giorno non sarà qualche ora prima che cali il sole...alle sei abbiamo appuntamento con i ragazzi dell'ALaska...

Sulla Spiaggia ci sono tantissimi giovani che fanno sport, beach volley, corsa, esercizi, ecc (con mia immensa gioia è pieno di ragazzi bellocci e per fortuna Jose si addormenta così io posso guardare e fotografare inosservata..)..ci godiamo uno degli splendidi tramonti Hawaiani e poi di corsa all'appuntamento con Josh e Tatiana...

Mentre percorriamo il lungo mare di Waikiki ci imbattiamo in una rappresentazione di danza tipica locale (anche se le signore sono un pò datate e ci sono solo due giovani ci godiamo lo spettacolo anche perchè ci avevano chiesto circa 80 dollari a testa per quello ufficiale al centro culturale...) finito lo spettacolino andiamo amangiare qualcosina e nel pieno della cena ecco che squilla il telefono..ops il numero di casa...che è successo?!?!? rispondo preoccupata..mia madre piange...oddio???? cosa è successo... mia madre singhiozzando il terremoto...oddio un terremoto in Italia!!! mia madre segue...state bene...qaunti morti...non capisco intendo solo quando mi dice Haiti un terremoto in Haiti...da noi la notizia non era ancora arrivata ma probabilmente in italia si...ma mamma noi non siamo in Haiti..Hawai inizi con l'H ma sta quasi dall'altra parte del mondo rispetto ad Haiti...solo dopo varie rassicurazioni riesco a calmare mia madre...non immagino cosa avranno pensato i ragazzi dell'Alaska...andiamo a bere una birra...un pò di buona musica e poi tutti a nanna...domani sveglia all'alba...si parte per San Francisco...
 

domenica 10 gennaio 2010

ricordi di guerra e dimenticanze pericolose....

10 gennaio, ci svegliamo apriamo le tende e piove...via di corsa a letto...ci concederemo qualche ora di sonno in più (e pensare che io già assaporavo l'idea di una bella giornata di sole tranquilla sulla spiaggia...uffi) ...quando ci alziamo decidiamo di andare a visitare il sito militare di Pearl Harbour, dove tra l'altro cìè il monumento all'Arizona la nave affondata dai giapponesi durante la seconda guerra mondiale e dalla quale tragedia è poi scaturita l'offensiva americana contro Hiroshima e Nagasaki...uno dei più oscuri capitoli della storia di questi due paesi.... bhe arrivati a Pearl Harbour, ci accorgiamo già dall'entrata dell'austerità e della carica emotiva che porta con se questo posto... lasciamo lo zaino al guardaroba, prendiamo i biglietti (oggi sono gratis...che fortuna!!!) e visto che non potremo visitare il museo dell'areunatica e tanto meno il sommergibile Missouri perchè sono chiusi...ci avviamo alla visita guidata dell'Arizona , che già dalla partenza (un video di circa mezz'ora sulla storia dell'attacco e delle terribili conseguenze...) ci colpisce profondamente...saliamo sulla lancia che ci porta al monumento eretto sopra la nave affondata e dalla quale piattaforma si intravedono i resti aruginiti di cotanto scempio...finisce il tour con la lettura di alcuni telegrammi inviati alle famiglie dei deceduti e foto di giovani soldati morti....questo è perchè tutti ricordino, perchè mai ci si possa dimeticare li orrori della guerra...chissà se i potenti del mondo ogni tanto ricordano il potere distruttivo che porta con se la smania di potere e sopraffazione...mah?!?!? 

Torniamo ad Honolulu e mentr siamo alla cassa del ristorante per pagare...ops..un flash...no!!!!!!!!!!! Jose abbiamo dimenticato lo zaino al guardaroba...andiamo dobbiamo ritornare a riprenderlo...Jose si trangugia in 2 minuti un piatto di patatine e doppio Hamburger e via... quando arriviamo a Pearl Harbour è tutto chiuso, niente nessuno...c'è solo un guardiano che non sa esattamente neanche a cosa sta di guardia (sicuramente non è un militare...) .. io leggo il ticket di ricevuta del bagaglio per vedere se c'è un numero da chiamare....e inizia ad assalirmi il panico...a caratteri in grassetto leggo "severamente vietato lasciare il bagaglio durante la notte la USS Army non risponderà del bagaglio dimenticato od incustodito" ...Jose ed ora ?!?! no c'è il pc (appena rinato poverino....), il mio passaporto, i soldi.... aiuto!!!!! Jose saggiamente, dopo avermi praticato una mezz'ora di tecnica di rilassamento (che consiste nel dirmi di stare calma, non agitarmi, tutto andrà bene....ripetuto come mantra....) , mi consiglia di andare all'Hotel e chiedere se conoscono qualche numero di servizio ...ok...si riparte alla velocità della luce (continua con un nuovo mantra che dice "non correre non è togliendoti la patente che risolveremo il problema...)..arrivati all'Hotel mi precipito dal receptionista...gli spiego l'accaduto e l'imploro di fare qualcosa...lui prima tenta di chiamare il centro di Pearl Harbour...ma niente, poi chiama il servizio turistico che lo avvisa che i prossimi 4 giorni il sito turistico-militare rimarrà chiuso per alcuni lavori di restauro...no!!! panico...il mio passaporto io dopodomani devo partire aiuto!!!!!!! chiami la polizia!!!!! il receptionista impietosito da questa Italiana in piena crisi di mervi chiama la polizia ... poi me la passa perchè io possa spiegarli come è fatto lo zaino ma da l'altro lato mi spiegano con voce ferma che loro non possono intervenere sulle questioni che riuardano i militare.... lo sconforto è completo...mi accascio sul divano della Hall ... il receptionista a questo punto cerca di rassicurami domani alle 6 del mattino apre un ufficio amministrativo di Pearl Harbour, mi consiglia di provare ad andare a chiedere subito appena aperti, forse loro possono fare qualcosa....ok andiamo a dormire....e chi dorme sia io che Jose sogneremo tutta notte i militari che smontano completamente il mio povero pc alla ricerca di qualche congegno esplosivo oppure che facciano esplodere tutto lo zaino per evitare rischi...come andrà a finire.....