28 dicembre: iniziamo finalmente la nostra avventura a Tokio, come prima cosa bisogna attivare il pass di 7 giorni per il shinkansen (treno ad alta velocità) che ci porterà a spostarci dal nord al sud del Giappone alla velocità inversamente proporzionale ad un regionale diretto Firenze-Siena , ovviamente, visto il periodo delle festività, è vivamente consigliato progettare un itinerario e fare le prenotazioni dei posti, diversamente dovresti sperare in un fortunatissimo posto in piedi da aggiudicarsi facendo un corso accellerato di giapponese per la dissertazione con il capotreno nei 30 secondi concessi per la sosta (io rinuncerei fossi in voi)
Disbrigate le pratiche amministrative iniziamo la nostra visita da uno dei quartieri più caratteristici "Asakusa".... quando scendiamo dalla metro (efficente ed organizzata in maniera proporzionalmente opposta a quella della capitale, la nostra ovviamente) ci accoglie una moltitudine di colorate bancarelle, profumi da sentori sconosciuti, gente dalle variegate fattezze che si perdono in un aurea di festa autentica ... arriviamo al tempio di Senso-ji meraviglia antica in piena città e già qui iniziamo ad assaporare le tradizioni centenarie di questo paese ed ad immaginare il fascino di questi luoghi incantati in una primavera piena di colori; con immenso disappunto di Jose (il mangione del gruppo), considerato che l’appetito non fa parte del mio bagaglio a mano qui in giappone (sarà per il fuso orario), saltiamo il pranzo.....andiamo direttamente alla giusta antitesi del quartiere di Asakusa e cioè "Shibuya" con i suoi mille contrasti e le sue diversità. Già usciti dalla stazione del metro ci rendiamo conto che i giapponesi sono un pot pourri di personalità variegate, divisi fra tradizione ed estrema modernità, puoi trovare persone vestite con il Kimono oppure punk, hippy e così via....è un popolo così diverso e così affascinante.....assolutamente non conformista come si usa credere (aprirò in seguito un capitolo sui veri e falsi miti del Giappone....) .
Qui puoi incontrare negozi di tutti i generi dove si ha una tale varietà di strumenti di elettronica che neanche un corso intensivo sulla new technology ti aiuterebbe a districarti ....io sono alle prese con la ricerca di una batteria per la mia nuova macchina fotografica (giapponese ovviamente) che sin dal secondo giorno non ne vuole sapere di funzionare (che dite forse meglio la old technology )....mentre percorriamo le strade di Shibuya, affascinati dal fiume di gente che si riserva nelle strade e che si muovono come in un moto perpetuo, aspettiamo l’ora dell’appuntamento con un amico di Kym ( l’amica Londinese di Jose che io adoro!!!) Gosuke e, quando finalmente ci incontriamo, scopro che alla cena ci saranno vari amici tra cui un’italiana, Valentina, molto simpatica e disponibile....ceniamo ad un ora quasi impossibile per il mio stomaco.....cena tipica Giapponese (un zuppa dal nome “shabu shabu” con Cavolo e frattaglie di maiale praticamente la consistenza della cazola di mia madre....un mattone, riso bianco e carne di cavallo cruda) .....la compagnia è ottima e fra risa, birra e chiacchere si fanno le due.....ora il problema sarà tornare a Ueno.....metro e treni chiusi l’unica soluzione un taxi ( a parte che i taxi sono veramente eleganti anche se per la comune idea europea un po’ kitch, a parte che avvicinandocisi la porta posteriore si apre e chiude dal sola per farti salire, a parte che tutti i taxisti sembrano "Ambros" della pupplicità dei cioccolatini in perfetta livrea e guanti bianchi, a parte tutto.....sono carissimi!!!!!!!!!!!!!!!! ) ....salasso monetario per la serata pari a 15.000 Yen (130,00 Euro circa)... andiamo all’albergo nella speranza di riuscire a svegliarci in tempo per il treno prenotato per l'indomani alle 7.45 ....direzione Akita (700 KM circa a Nord di Tokio)
Qui puoi incontrare negozi di tutti i generi dove si ha una tale varietà di strumenti di elettronica che neanche un corso intensivo sulla new technology ti aiuterebbe a districarti ....io sono alle prese con la ricerca di una batteria per la mia nuova macchina fotografica (giapponese ovviamente) che sin dal secondo giorno non ne vuole sapere di funzionare (che dite forse meglio la old technology )....mentre percorriamo le strade di Shibuya, affascinati dal fiume di gente che si riserva nelle strade e che si muovono come in un moto perpetuo, aspettiamo l’ora dell’appuntamento con un amico di Kym ( l’amica Londinese di Jose che io adoro!!!) Gosuke e, quando finalmente ci incontriamo, scopro che alla cena ci saranno vari amici tra cui un’italiana, Valentina, molto simpatica e disponibile....ceniamo ad un ora quasi impossibile per il mio stomaco.....cena tipica Giapponese (un zuppa dal nome “shabu shabu” con Cavolo e frattaglie di maiale praticamente la consistenza della cazola di mia madre....un mattone, riso bianco e carne di cavallo cruda) .....la compagnia è ottima e fra risa, birra e chiacchere si fanno le due.....ora il problema sarà tornare a Ueno.....metro e treni chiusi l’unica soluzione un taxi ( a parte che i taxi sono veramente eleganti anche se per la comune idea europea un po’ kitch, a parte che avvicinandocisi la porta posteriore si apre e chiude dal sola per farti salire, a parte che tutti i taxisti sembrano "Ambros" della pupplicità dei cioccolatini in perfetta livrea e guanti bianchi, a parte tutto.....sono carissimi!!!!!!!!!!!!!!!! ) ....salasso monetario per la serata pari a 15.000 Yen (130,00 Euro circa)... andiamo all’albergo nella speranza di riuscire a svegliarci in tempo per il treno prenotato per l'indomani alle 7.45 ....direzione Akita (
Riferimenti
Pass : acquistabile sul sito dei treni ad alta velocità giapponesi oppure direttamente presso agenzie convenzionate nei paesi di origine
Ristorante : per motivazioni che scoprirete in seguito credo sia stato rimosso dai ricordi per puro spirito di sopravvivenza
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